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Il calore necessario alla superficie calda del pavimento, affinché possa rimanere tale, viene fornito e trasmesso questa volta per conduzione a partire dalle tubazioni annegate nel sottofondo, attraversando sia il massetto cementizio, sia l’elemento stesso di rifinitura (piastrelle, ecc.). Le tubazioni sono a loro volta riscaldate dal fluido vettore, l’acqua, ecc, ecc.
Questo “sistema” viene appoggiato su un adeguato strato di isolante termico che limita sia le perdite termiche verso il basso (la resistenza minima dello strato è normata a livelli più alti di quanto oggi in uso) sia il coinvolgimento inerziale dell’intera struttura edile. Le tubazioni apportano, verso l’alto esattamente la medesima quantità di energia termica emessa dalla superficie calda (le tubazioni apporteranno purtroppo del calore anche verso il basso). Questa potenza verso l’alto (detta utile) viene poi aumentata della piccola quantità dispersa verso il basso (10%, anche meno) della quale bisogna comunque tener conto, vuoi per calcolare le portate di fluido atte a garantire il salto termico previsto, vuoi per computare la potenza complessiva necessaria che dovrà essere coperta dal generatore. E’ ovvio che per stimare con buona precisione le condizioni di equilibrio di un tale scambio, occorre tener conto contemporaneamente dei numerosi parametri interagenti tra loro che comprendono almeno i seguenti:
· le dispersioni dell’ambiente, la superficie del pavimento scaldante;
· la temperatura superficiale dei vari elementi costituenti l’involucro e i loro fattori di vista verso il pavimento;
· la temperatura superficiale del pavimento capace di fornire l’emissione termica in grado di coprire le dispersioni dell’ambiente in esame;
· la temperatura operante come media tra quella superficiale interna dell’involucro, pavimento compreso e quella dell’aria; generalmente 20 °C;
· la resistenza termica della pavimentazione posta sopra le tubazioni;
· l’interasse e la tipologia delle tubazioni
· la temperatura di mandata del fluido e relativo salto termico,quindi la portata di flusso;
Tutto ciò che dobbiamo sapere sul riscaldamento radiante
Oggi esiste una Norma che esprime come dovrebbe essere configurato e calcolato un impianto di riscaldamento a pavimento. Dal momento però che è solo una Norma non sussiste l'obbligo del rispetto, se non su impianti pubblici. In merito a ciò dobbiamo comunicare sia all'installatore idraulico sia a chi visita questa pagina, che un impianto una volta installato viene seguito da una dichiarazione di conformità!
Uno dei principali scopi della Norma Uni En 1264-1-2-3-4 è quello del RISPARMIO ENERGETICO, e lo si può raggiungere con un sistema / pannello con caratteristiche ben precise. Oltre ciò si tenga presente che in fase di eventuale contestazione dell'impianto e/o della sua funzionalità, il Giudice riterrà questa Norma come unica fonte di riferimento per giudicare l'operato.
Tutto questo per comunicare che un pannello non lo si può scegliere solo in funzione del prezzo ma bensì anche per le caratteristiche tecniche possedute e richieste. Questi pensieri sono stati espressi per porre un pò di chiarimenti su un argomento un pò trascurato od affrontato superficialmente nel momento della scelta. Nostra missione è anche quella di portare informazione e magari qualche consiglio maturato da un'esperienza ormai pluriennale nel settore.
Le resistenze termiche richieste dalla Norma Uni En sono da rispettare in quanto l'installatore idraulico effettuando la dichiarazione di conformità afferma di averle rispettate. Norma Italiana che regolamenta gli impianti di riscaldamento a pavimento, entrata in vigore nell’agosto 2001. Pertanto Norma che impone caratteristiche e direttive improrogabili.
La presente norma europea si applica agli impianti di riscaldamento a pavimento alimentati ad acqua calda in edifici residenziali, uffici ed altri edifici il cui uso corrisponde o è simile a quello degli edifici residenziali.
Essa specifica i requisiti uniformi per la progettazione e la costruzione di strutture riscaldanti a pavimento per garantire che l’impianto di riscaldamento sottostante sia idoneo alla particolare applicazione.
La norma specifica inoltre come dovranno essere: base di supporto, strati di isolamento, striscia perimetrale, strato di protezione, tubazioni, ancoraggio dei tubi, strati di supporto, strati livellanti, giunti, misure di protezione, posa, prova di tenuta, avviamento dell’impianto. Gli scopi principali della Norma sono: contenimento dei consumi energetici (rammentiamo la futura entrata in vigore della Certificazione dei consumi energetici), eliminazione dei problemi fisici alle persone, derivanti dall’errato dimensionamento, garantire il massimo benessere e comfort ambientale. Nello schema che segue è esposto, la resitenza termicha minima che i pannelli isolanti devono garantire in funzione delle condizioni termiche sottostanti; se tali valori non fossero raggiungibili, bisognerà aggiungere spessori aggiuntivi. Il dimensionamento dell’impianto a pavimento pertanto deve essere calcolato secondo le direttive della Norma in oggetto, deve essere eseguito il calcolo delle dispersioni (Legge 10) pena la nullità del dimensionamento dell’impianto a pavimento. |